picchiare i figli

Picchiare i figli: le conseguenze sulla crescita

Quando arriviamo a casa te le suono per bene, così te la smetti!

” Ti meriti proprio una punizione…”

Non è insolito leggere o ascoltare notizie di genitori che hanno la cattiva abitudine di picchiare i figli. Spesso, al parco, al mare o al supermercato mi capita di assistere ad episodi in cui la pazienza finisce e una sberla arriva senza passare dal via.

Faccio davvero fatica ad accettare questi comportamenti tuttavia quando me li trovo di fronte sento ancora più forte la spinta a fare qualcosa di buono affinché i bambini abbiano al loro fianco dei papà e delle mamme capaci di gestire se stessi e i propri stati emotivi.

In questo articolo voglio aiutarti a porre fine a questa cattiva abitudine che sta sgretolando la relazione con tuo figlio e farti vedere da vicino le conseguenze che la violenza fisica ha sulla crescita di tuo figlio, perché ti assicuro lascia il segno.

Picchiare i figli: chiedi aiuto

Ogni persona che maltratta i propri figli è stata a sua volta gravemente traumatizzata nella sua infanzia…non esiste altra ragione per i maltrattamenti dell’infanzia se non la repressione e la confusione patita in passato dalla persona che maltratta.

Alice Miller (psicologa, psicoanalista e saggista svizzera)

Spesso molti genitori che picchiano i figli, dicono di farlo per ottenere obbedienza. E’ vero, molti bambini fanno ciò che viene detto loro pur di evitare il dolore fisico, (in questo caso si fa leva sulla paura) il problema è che, la punizione fisica aiuta a mettere fine ad un comportamento inaccettabile ma nel lungo periodo si rivela un vero fallimento.

Un genitore che ha la tendenza a picchiare i bambini (che sia una sberla, uno schiaffone, un calcio nel sedere o peggio….) in modo continuativo, è un genitore che ha bisogno di essere aiutato e deve inevitabilmente intraprendere un percorso per lavorare su se stesso.

Se tu le hai prese nella tua infanzia non significa che devi continuare a darle, se non riesci a controllare i tuoi stati è bene metterci le mani una volta per tutte perché il modo in cui ti stai comportando, crea sofferenza sia a tuo figlio che a te.

Dovrai elaborare il tuo vissuto emozionale, adottare nuove modalità per relazionarti con tuo figlio, conoscerlo più in profondità ed evitare una volta per tutte di ricadere in vecchi errori.

Picchiare i figli: le conseguenze sulla crescita

Picchiare i bambini ha notevoli conseguenze sulla loro crescita, per cui se credi che uno schiaffone o una sberla (quando va bene, perché ci sono gesti anche molto più gravi) dal tuo punto di vista serve e ha una valenza educativa, ti sbagli di grosso.

Amare non ha nulla a che vedere con le botte, è uno schema vecchio da spezzare il prima possibile se vuoi che tuo figlio ti veda come un alleato (e non come un nemico del quale avere paura), abbia fiducia in te e soprattutto cresca con una buona autostima.

Vediamo insieme le conseguenze:

1. Un’infanzia infelice

Un bambino che viene picchiato non vive sicuramente un’ infanzia felice e non so se lo sai, i primi anni sono davvero i più importanti.

Le botte creano traumi che lasciano il segno e dai quali non è semplice guarire (se poi ci sei passato lo sai bene), soprattutto quando queste arrivano da persone che ami. E tuo figlio ti ama veramente.

I bambini sono davvero indifesi, noi adulti abbiamo un grande potere su di loro perché con una parola o un gesto possiamo mettergli in testa qualsiasi cosa, dall’ idea che è giusto essere picchiati perché se lo meritano, al fatto che non sono degni dell’amore di mamma e papà per i loro cattivi comportamenti.

Genitori non si nasce, si diventa e se non impari a guardare a questo ruolo in un’ottica di crescita personale e miglioramento, l’ impegno richiesto, potrebbe sembrarti troppo o addirittura inutile.

Lettura consigliata: Gestire la rabbia e trasformarla

2. Tuo figlio impara a darle

Già ne parlo nel mio articolo dedicato al bambino iperattivo. Fino ai 7 anni tuo figlio ti imita in tutto ciò che fai o dici, quindi ciò significa che se tu gliele suoni, lui oltre a pensare di essere sbagliato, impara che “dare le botte” è qualcosa che si può fare. Questo perché almeno fino a questa età la sua mente è così immatura che non ha il filtro della ragione che gli permette di capire se una cosa è bene farla oppure no.

Se tu la fai, per lui è ok, per cui se le maestre ti riferiscono che all’asilo o a scuola alza le mani, è del tutto inutile arrivare a casa e rimproverarlo, perché non trova coerenza tra ciò che dici e ciò che fai.

Nella sua testolina pensa: “Tu lo fai, perché io non dovrei farlo?

Poi non finisce qui. Aspettati che quando sarà adulto ti tratterà come tu lo hai trattato, perché si creerà un conflitto tra voi che renderà tutto più difficile.

Lettura consigliata: Genitori anaffettivi: 3 passi verso l’ affettuosità

3. Bambini repressi e aggressivi

Un bambino che viene picchiato è un bambino non compreso, non ascoltato che cerca di comunicarti qualcosa ma lo fa attraverso un capriccio o un gesto per te inaccettabile. Per quanto siano situazioni che vorresti evitare è proprio in questi momenti che tuo figlio ha bisogno del tuo aiuto.

Un figlio che non trova spazio in famiglia per esprimere ciò che sente o ciò che gli passa per la testa, dovrà tenersi dentro tutto sentendosi molto probabilmente sbagliato o inadeguato.

Quello che ti serve come il pane, oltre a lavorare sui tuoi stati interiori, è sapere come educare tuo figlio alle emozioni ed essere ogni giorno sempre più attento ai suoi sentimenti.

Lettura consigliata: Gelosia tra fratelli: come gestirla.

Un bambino che prende sberle o subisce violenze, cresce con l’idea di non essere abbastanza bravo, buono, amabile o ancora peggio di avere qualcosa che non va. Tutta questa roba qui, diventa inconscia e plasma l’immagine che tuo figlio si farà di se stesso.

Con una bassa autostima diventa difficile relazionarsi con gli altri, farsi valere, gestire le proprie emozioni, affrontare i cambiamenti della vita e il rischio è quello di compiacere tutti pur di sentirsi accettato. Questo a lungo andare è davvero invalidante.

Lettura consigliata: Amare se stessi quando si diventa genitori

5. Relazione conflittuale con i genitori

Fare ricorso alle botte per ottenere obbedienza è un ottimo modo per creare con tuo figlio una relazione conflittuale, senza considerare poi le difficoltà che avrà nelle interazioni con gli altri perché non ha imparato a regolare le sue emozioni, controllarsi e calmarsi o meglio non ha avuto un modello di genitore che glielo ha insegnato.

Crescere non è così semplice e senza la tua guida chiara e coerente, credimi farà davvero fatica ad imparare.

Lettura consigliata: Arrabbiarsi senza smettere di amare

Picchiare i figli: il primo passo

Avrai capito che io non condivido le mani alzate come metodo educativo, anzi ti ho già anticipato che sarà un vero fallimento per la relazione con tuo figlio.

Credo che oggi i tempi sono maturi ed è veramente doveroso che un genitore impari a gestire se stesso e i propri stati emotivi. Spesso è necessario sentirti di aver fallito e toccare il fondo per risalire e forse sono proprio questi i momenti che ti spingono ad impegnarti ogni giorno per essere un genitore migliore.

Lettura consigliata: Senso di colpa: come trasformarlo in qualcosa di utile

Se tuo figlio trova in te un alleato, riuscirete con più facilità a risolvere problemi e trovare soluzioni.

Tuo figlio ti dà infinite possibilità e ti perdona tante cose. E’ vero, a volte una sberla può scappare e chiedere scusa a tuo figlio per il tuo comportamento è il minimo che puoi fare, a patto che tu ti prenda l’impegno di iniziare un percorso per stare meglio con te stesso e cambiare il modo in cui ti relazioni con il tuo bambino.

Un genitore che non sa amare se stesso, farà davvero fatica ad amare chi ha al suo fianco, per questo se vuoi cambiare marcia con tuo figlio e ridurre urli e sgridate, inizia subito da qui.

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19 Commenti

  1. Io le ho prese da mia mamma e dalle maestre a scuola elementare. Mia mamma l’ha fatto poche volte, ma in modo molto molto violento. Ho cmq un buon rapporto con lei. Ma da quei momenti mi porto dietro la bassa autostima e altri disturbi con cui ormai convivo da molti anni.

  2. Mi dispiace, posso solo immaginare ciò che scrive. Tutto ciò che viene vissuto in modo traumatico lascia il segno e influenza il presente ed è davvero importante lavorarci per nevitare di conviverci. Possiamo sempre riscrivere una nuova storia se vogliamo.
    Un caro saluto.
    Romina

  3. Sono stata una bambina molto vivace, ma piena di vita, una bambina che socializzava facilmente con chiunque. I miei genitori non mi hanno mai capita.. le ho prese da entrambi , a volte mi picchiavano insieme.. ricordo una volta in particolare, avevo 24 anni..mio padre mi teneva e mia madre mi picchiava.. le morsi così forte un dito da farla sanguinare.. chiedevo aiuto e mia nonna sentendo le mie urla chiamò mia zia..ma non sono stata aiutata! Un’altro episodio risale a quando ero piccola.. non volevo fare la lezione e mia madre mi picchiò con il bastone che apre la botola della soffitta.. ricordo che in piscina, durante gli esercizi, prima di entrare in acqua non riuscivo a poggiare il gomito a terra. Sono sempre stata giudicata in negativo, mai una volta che avevo ragione.. se litigavo con mia madre, mio padre si intrometteva per darmi contro! Mi sono sentita molto sola e incompresa.. Per anni sono stata la loro valvola di sfogo.. mia madre non si è mai curata e mio padre l’ha sempre assecondata in questo. Le ho suggerito molte volte di iniziare un percorso ma trova sempre mille scuse.

  4. Sara ho letto il tuo commento con interesse e con un pò il groppo in gola. Ora che sei adulta puoi prendere tu in mano la tua vita, dedicarti a te stessa, al tuo percorso, al tuo bene e lasciare che i tuoi genitori seguano la loro strada. Scegli bene la tua di strada.
    Un caro saluto

    Romina

  5. Ho preso in mano la mia vita lavorando molto su me stessa ma purtroppo alcuni ricordi riemergono e fanno molto male. Molti genitori non si rendono conto di quanto un bambino possa esser fragile.. la violenza non è solo fisica ma anche psicologica. Grazie per avermi ascoltata.

  6. Brava che hai lavorato su di te. Capisco molto bene, a volte non è semplice liberarsi di certi ricordi tuttavia oggi ci sono tanti strumenti che possono aiutarci a ristrutturare vecchi ricordi dolorosi e dare nuove risorse alle bambine che siamo state.
    Un caro saluto

  7. Sara ti capisco molto bene e mi ritrovo anche io in ciò che scrivi. Sono un ragazzo di 16 anni che ha vissuto un infanzia piena di violenza da parte dei miei genitori. Mi hanno sempre picchiato da quando ero piccolino e quando cercavo di ribellarmi perché sapevo che avevo ragione allora arrivava mia madre o mio padre e ognuno si dava ragione a vicenda. Mai una volta che ho avuto ragione. Ricordo una sera che ero in terza elementare che mio padre iniziò a darmi schiaffi e cinturate perché non ero riuscito a studiare due pagine di storia: in pratica dovevo ripetere le pagine e ogni volta che sbagliavo qualcosa mi arrivava una sberla. Inutile dirti che andai a letto con il naso che mi sanguinava e il giorno dopo mi toccò pure andare a scuola! Io non riuscivo più a sopportare ciò tant’è che all’età di 10 anni imparai a stare zitto e nel mio. In casa ad esempio parlavo poco con i miei genitori e quando stavo a tutt’ora sto con essi mi sento a forte disagio come se il mio cervello mi dica “stai attento” e questa cosa è veramente brutta perché i genitori in primis dovrebbero essere quelle persone che più ti stanno vicino invece nel mio caso ho due soli amici veramente vicini a me in questo periodo. spero per te che possa risolvere il tuo problema ma spero anche io il mio.

  8. Le botte di mia madre, le bastonate sulla schiena, i calci, i pesti, essere presa per i capelli e trascinata per il corridoio, sentirsi dire “mi fai schifo”, essere buttata fuori casa in mutande insieme ai miei giochi lanciati dalla finestra….. Anche quando poi verso gli undici anni ho iniziato a soffrire di anoressia, fino al ricovero in ospedale e all’ andare vicina alla morte, mi sono sempre sentita in colpa, sbagliata, come un tarlo, una malattia nella mia famiglia…..
    ho sofferto molto, ma ne ne sono resa conto solo cresciuta….Anche mio padre mi picchiava, ma molto meno di mia madre, e qualche volta si è mostrato dispiaciuto e mi ha chiesto scusa e questo è bastato.
    Penso che se anche solo una volta mia madre mi avesse chiesto scusa o si fosse dimostrata pentita, per me sarebbe stato tutto diverso.
    Adesso, cresciuta ed elaborate molte cose, ho comunque molti problemi di autostima, problemi di fiducia verso gli altri, problemi di forte ansia e depressione, ma quelli che mi fanno soffrire di più perché causano sofferenza a mio marito, sono i problemi che ho nel gestire la rabbia, perché mi accorgo che ripeto gli stessi identici comportamenti che mia madre aveva con me, quando mi arrabbio con lui … dopo di che, sto male, mi sento,( perché di fatto sono), una persona orribile, e gli chiedo scusa e perdono, anche se penso di non meritarlo e sento ogni volta un forte istinto a farmi del male, perché divorata dai sensi di colpa… Per grazia divina mio marito è un santo, una persona estremamente buona e paziente, capace di amare ed è felice quando riesce a farmi felice. Mi conosce, mi accetta come sono, non mi fa sentire sbagliata, negli anni mi ha fatto molto bene e mi ha trasformata in una persona più sicura. Però, spesso penso, per il suo bene che non dovrebbe stare con me e in certi casi avrei voluto essere stata capace di allontanarlo da me, per il suo bene . Penso che non si meriti i miei comportamenti, ingiustificabili, soprattutto da una persona che ha promesso di amarti e di prendersi cura di te. Lui dice che mi perdonerà sempre, ogni volta che gli chiederò perdono e che può tranquillamente sopportare tutto, perché gli basta sapere che lo amo. È adulto. Resta il fatto che non posso neanche sfiorare il pensiero di avere figli con lui. Sono abbastanza sicura che nei momenti di rabbia , mi comporterei anche con i miei figli, come mia madre si comportava con me. Non potrei mai e poi mai sopportare che un bambino soffra così per causa mia, non lo reggerei. Vorrei cambiare ma non ho i mezzi, non sono capace, sono consapevole che ci vorrebbero anni di terapia e analisi, ma purtroppo, per quella, serve una disponibilità economica che non abbiamo. Oltre a mio marito ho avuto tantissime cose buone dalla vita, anche dai miei genitori, (nonostante con mia madre faccio veramente ancora tanta fatica, non so se si sia mai resa conto di avere sbagliato qualcosa e ancora non è proprio nelle sue corde chiedere scusa, però, so che, a modo suo, mi ama ), però , penso che se non ci fossero stati tanti aiuti buoni a quest’ora non sarei qui o potrei avere problemi molto più grossi .
    Non fate l’errore di picchiare i vostri figli, rischiate davvero di rovinargli la vita

  9. Io a 50 anni mi sono ripreso la vita. Non posso perdonare i miei genitori. non è ancora il momento, mi hanno devastato, picchiato sempre, mai spiegato nulla. e la peggior cosa che fanno è negare sia accaduto. da 4 anni ho una splendida bambina e da quando è nata è tutto riaffiorato e sto facendo tutto perchè lei non debba mai passare ciò che ho passato io. Le parlo, le spiego, ma soprattutto le dimostro come ci si comporta, capendo che ha solo 4 anni. Gioco tanto con lei e le dico sempre quanto la Amo. abbiamo un rapporto splendido, ma le regole sono chiare, poche e semplici. La sostengo perchè deve credere in se stessa, superarsi, mettersi alla prova, il suo papà, finchè potrò, le sarà sempre vicino. Grazie perchè quello che scrivete aiuta. una carezza su vecchie ferite ancora doloranti.

  10. Sono mamma di tre bimbi (5, 5 e 3 anni) SOLA, da quando sono nati nonostante io abbia una famiglia che abita a due passi da me e un marito: il padre dei miei figli! Mi rendo conto di sfogare moltissimo con il maschietto di 5 anni, non so come calmarlo, sono esausta, lui é molto vivace e fa continuamente delle monellerie che sottraggono tempo a tutti. Io sono stanca mentalmente e fisicamente perché non esisto più ( sono h 24 x loro ) senza il conforto e l’aiuto di nessuno. Un marito medico che si ritira tardissimo e di fronte ai miei “ non ce la faccio più” non cambia nulla! Sono nella condizione attuale di un infinito senso di colpa, so che sto crescendo dei mostri, ed io che non c’è giorno che non penso a come farmi fuori! Non so dove trovo la forza x affrontare il nuovo giorno che verrà, identico a quello di prima! I miei figli non sanno cosa é una passeggiata al parco, non conoscono un’attività motoria, non sanno cos’è una bicicletta! Tanti soldi e tanta tristezza e solitudine! Sono passate una marea di babysitter nella mia casa, tutte si accomodano perché ci sono io in casa che continuo ad essere presente, e finiscono per guardarmi e ringraziarmi della “formazione “.
    Di fronte ai continui No dei miei figli non reggo più e parto con le botte e non mi tengo neanche con le parole. Ma mi faccio schifo veramente soprattutto perché non volevo crescere i miei figli così! Sono talmente disperata che aprirei la porta e me ne andrei nella consapevolezza che una mamma così non serve a nulla , paradossalmente meglio non averla! Con mio figlio si passa dalla morbosità affettiva che lui ha nei miei riguardi alle mie botte! Mi faccio pena, vorrei tornare indietro a quel giorno che con desiderio li ho voluti mettere al mondo e cambiare idea per non commettere questi errori imperdonabili che sto facendo adesso. Sfido chiunque a vivere l’inferno che vivo io e a comportarsi diversamente 😔. Non ce la faccio più… scusatemi

  11. Io ricordo di essere stato picchiato fin da subito, a 5 anni mi picchiavano perché non avevo coraggio di recitare la preghiera a tavola davanti ai nonni. Quando mio padre si sfilava l’orologio dal polso era per spaccarmi la faccia di botte, oggi sanguino facilmente dal naso, ho subito violenza di tutti i tipi per motivi sempre stupidi e folli. Ho subito una specie di addestramento allo studio, fanatismo assurdo che serviva a farmi, non studiare, bensì divenire il primo della classe, bastava mi superasse una sola persona perché ero il primo dei perdenti. Venivo appellato indifferentemente come fallito mediocre o schifoso. Il giorno della mia laurea con 110 su 110 in legge in regola mi sono sentito definire fallimento della sua vita perché non avevo fatto il medico come lui. Da ultimo oltre alle botte e alla violenza psicologica continua ha deciso di comprare il posto di medicina per mio fratello e quando hanno compiuto la truffa la polizia gli ha presi e hanno scaricato la colpa su di me che, non avendo fatto medicina nella sua testa ero la persona più sacrificabile tanto non avrei perso nulla, ero già un fallito. Oggi sono sposato con moglie bellissima e due bambini bellissimi, sono un avvocato e ho uno studio legale con mia moglie, ho anche un secondo lavoro, ho eliminato la mia famiglia dalla mia vita. Eppure sono in terapia perché le ferite del passato ce le ho anch’io e combatto ogni giorno per rimanere sempre lucido per il bene dei miei figli e della mia vera famiglia. Non so quando troverò la pace ma so che i danni che mi hanno fatto sono immensi. Oggi vivo odiandoli, ciò che mi è rimasto di loro è soltanto l’odio che ho nei loro confronti. La cosa allucinante è che nonostante tutto il male, gli ho allontanati ma una piccola parte di me, ormai nascosta spera in un loro ritorno ma io non sono mai riuscito a perdonarli e loro vivono felici lontani da me

  12. Grazie per il tuo messaggio che ho letto con il cuore in gola. Le esperienze del passato lasciano il segno dentro di noi e condizionano il nostro presente-futuro. Farci aiutare è il regalo più grande che possiamo farci per cambiare vecchi copioni e vivere una vita degna di essere vissuta. Nella mia esperienza personale, il perdono è stato un regalo di un valore inestimabile ( che non significa condonare o giustificare quello che è successo …) che mi sono fatta. Sono certa che prima o poi, arriverà il momento giusto anche per te per liberarti….e liberare.

  13. Ludovica ho letto il tuo commento, mi dispiace per la situazione in cui ti trovi e l’ unica cosa che mi sento di scriverti è quella farti aiutare per ricevere quel sostegno, supporto e aiuto di cui hai tanto bisogno in questo momento, per il bene tuo e di chi hai accanto.🧡

  14. Anche io sono stata picchiata dalla mia mamma, sto cercando di perdonarla, perché so che solo perdonandola troverò pace nella mia anima, ma è davvero difficile

  15. Capisco, tuttavia il perdono è il più grande gesto di amore che puoi fare a te stessa! Buon cammino e anche se è difficile, vai avanti! La ricompensa è grande !

  16. Ciao Ludovica, ho letto la tua storia, quello che posso dirti è di trovare in te stessa la forza di chiedere aiuto e farti aiutare da uno specialista, sono sicura che riuscirai a ritrovare in te la bella persona che credo tu sia. Non lasciarti andare e chiedi aiuto, sia te che i tuoi bambini meritate di meglio. Tanti auguri, una mamma e nonna.

  17. Son stato adottato a 4 anni 1/2 circa, i miei genitori adottivi erano appena emigrati al nord in un centro piccolo, non si sono mai integrati, avevano una bassa scolarità, il metro educativo in uso erano in ordine il battipanni, la cintura, la fibbia, infine il colpo di grazia spettava a mio padre con botte fortissime, tutto ciò ha conferito in me profondo dolore sia fisico che psicologico, come se l’orfanatrofio con i suoi metodi sicuramente tosti non avesse già contribuito… Ho dovuto aspettare sino dopo i 45 anni circa quando ho conosciuto quella che sarebbe diventata poi mia moglie, la quale successivamente mi ha dato 2 figli, io prima di allora non mi son mai sentito all’altezza di nessuno, visto la completa assenza di autostima, il merito l’avuto lei con la sua caparbietà. Insomma ciò che vorrei dire che i figli vanno amati, anche se uno adotta un regime aducativo severo, l’amore non va escluso per niente al mondo!!

  18. Ho 47 anni. Io da parte di mio padre, da piccola, schiaffi in faccia se facevo i capricci.
    Mi ha anche picchiato con la cinghia una volta, anche se poi ho sentito che diceva a mia madre che gli dispiaceva.
    Mio padre dice che, a differenza di mia sorella, li ho fatti sempre disperare (non parlo con mia sorella da 5 anni).

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