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Padre assente: come recuperare il tempo perso

Un padre assente che non ha un coinvolgimento profondo nella vita del proprio figlio, si perde una grande opportunità: quella di offrire il proprio prezioso contributo al benessere del bambino, contributo che è molto diverso da quello che una madre può dare.

Se una mamma sostiene, accoglie e accudisce, un padre invece stacca il proprio figlio dalla madre, lo aiuta ad affermare se stesso e a relazionarsi con gli altri.

In questo articolo vedremo insieme i primi passi da compiere per recuperare il tempo perso.

Padre assente: cambiare un vecchio stile

Molti padri sono assenti nella vita dei propri figli per un motivo molto semplice: non sanno come fare ad essere padri sensibili e partecipi perché il loro papà non lo era.

Oggi l’ idea che un padre è colui che “porta a casa la pagnotta” non basta più. Un figlio non ha bisogno solo di sicurezza materiale (non sto dicendo che non sia importante, sia chiaro), oggi più che mai, quello di cui un figlio ha un estremo bisogno è imparare a diventare autonomo, ad affrontare la società, relazionarsi con gli altri e difendersi da pericoli molto attuali (pericoli in rete, cattive compagnie…etc). Un padre in questo può essere un’ottima guida.

Peccato però che un bambino si adatta all’assenza del padre perché spesso il papà lavora tanto e quando torna a casa è stanco e non ha voglia di fare ciò che il figlio richiede. In altri casi, per pigrizia, (e a volte per quieto vivere) delega in toto l’educazione alla moglie o ancora se c’è di mezzo una separazione e i rapporti tra i coniugi sono ostili, è facile che il padre si mette da parte diventando per il figlio un vero e proprio estraneo.

Lettura consigliata: Genitori separati: 3 errori da evitare con i figli

In tutti questi casi sia il papà che il figlio perdono. Il primo non coglie l’opportunità di crescita come persona che un figlio può dare e il secondo si trova disorientato, spesso morbosamente attaccato ad una madre che il più delle volte, senza rendersene conto, deciderà per lui.

Padre assente: figli che non crescono

Un padre rappresenta la forza, l’azione e il coraggio e questo se hai deciso di avere un figlio, è bene che tu lo sappia, perché tuo figlio ha bisogno di tutto ciò per affrontare le sfide quotidiane.

Visto che noi mamme siamo più emotive e accoglienti (a volte anche troppo e questi figli ce li teniamo molto stretti!!!) è bene che in famiglia ci sia un padre capace e interessato a portare il figlio là fuori nella società.

Tempo fa, ricordo di essermi imbattuta in un post su Facebook di una gelateria che stava cercando un ragazzo giovane per la stagione estiva. Nel post c’era scritto : ” Se sei interessato/a presentati in gelateria senza mamma o papà, grazie. “.

Oltre ad essere un annuncio scritto molto bene e divertente, rendeva proprio l’idea di come i ragazzi oggi hanno difficoltà ad affrontare da soli le relazioni con persone che non conoscono e le piccole esperienze della vita.

Come scrive John Gottman nel suo libro Intelligenza Emotiva di un figlio, un padre coinvolto nella vita del proprio figlio, lo aiuta a sviluppare diverse abilità, in particolare quelle legate alle relazioni sociali.

Padre assente: come recuperare il rapporto con tuo figlio

Un figlio che ha un padre che si interessa a lui, che interagisce e che ha voglia di ascoltarlo, di sicuro cresce con la sensazione di avere al suo fianco una persona che stima e alla quale può ispirarsi per affrontare la vita.

Quel figlio avrà sicuramente relazioni migliori con i coetanei, saprà di poter parlare per trovare soluzioni alle sue difficoltà e addirittura molti studi dimostrano che anche i risultati scolastici sono decisamente migliori.

Come fare allora se in questo momento ti senti lontano da tuo figlio e vuoi iniziare a costruire una relazione con lui?

Il rapporto con tuo figlio lo costruisci fin dai primi giorni partecipando in modo attivo alla sua routine quotidiana (cambiandogli il pannolino, addormentandolo, vestendolo, portandolo al parco etc) e se questo all’inizio è mancato dovrai recuperare strada facendo.

Non posso sapere ora quanti anni ha tuo figlio per cui cercherò di darti dei consigli che possano andare bene da adesso in poi e ti aiutino a raccogliere informazioni importanti su di lui. Questo ti serve perché se viene da te con un problema da risolvere e non conosci niente di lui, come fai ad aiutarlo?

1. Gioca

Il gioco, soprattutto se tuo figlio ha da 0 a 7 anni, è un modo per entrare in contatto con le sue emozioni e direi anche le tue. Soprattutto i primi anni i giochi più apprezzati sono quelli fisici: prendilo in braccio e fagli fare l’aeroplano, fate la lotta, fagli il solletico o ancora potresti trasformarti in un gattone gigante che mangia bambini 🙂 !

Lettura consigliata: 3 giochi da fare con il papà

Di solito i papà fanno giochi più chiassosi delle mamme, almeno in casa nostra funziona così e questo è molto utile per i bambini perché durante questi momenti sperimentano emozioni come l’entusiasmo, l’eccitazione, la paura di essere “mangiati” o “sollevati per aria” e osservando lo sguardo di papà sono in grado di cogliere i segnali che il gioco sta per finire e quindi imparano a calmarsi.

Questo è un contributo fantastico che dai a tuo figlio insegnandogli a gestire le emozioni, regolarle e calmarsi. Ti pare poco?

Lettura consigliata: Reprimere le emozioni di tuo figlio : 3 errori da evitare

2. Partecipa alla sua vita scolastica

Ti propongo di iniziare già dalla scuola dell’infanzia e fare tu l’inserimento, questo è un passo importante per lui che si stacca sempre di più dalla mamma e si inserisce nel mondo con più sicurezza.

Partecipare alle riunioni della scuola o alternarti con tua moglie, è un modo per conoscere ciò che fa durante l’anno scolastico, come si chiamano le insegnanti, i suoi compagni e relativi genitori.

Ti consiglio di aiutarlo nel caso abbia bisogno del tuo supporto per fare i compiti, semplicemente puoi chiedergli di farti vedere quali compiti ha dovuto svolgere mentre tu non c’eri e in più, se c’è da ritirare la pagella, vai tu con lui.

Se fa delle attività extra scolastiche stabilisci un giorno a settimana in cui sa che sarai tu ad accompagnarlo. Non immagini quanto per lui può essere importante.

Ti assicuro che non è tempo perso, se vuoi avvicinarti a tuo figlio non puoi non conoscere questi dettagli, è tutto materiale che ti serve per intavolare discorsi con lui e aiutarlo a trovare soluzioni quando sta affrontando un problema o una difficoltà.

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3. Stupiscilo e rapiscilo

Questo consiglio che mi sento di darti l’ho trovato nel libro Educare Oggi di Paolo Crepet. Il concetto che Crepet vuol far passare è che, soprattutto se i figli iniziano ad essere grandicelli, se vuoi che vengano con te, devi stupirli.

Nel libro scrive immaginando un papà di Genova che dice alla sua segretaria di cancellare tutti gli appuntamenti perché quel pomeriggio deve andare da sua figlia. Esce dall’ ufficio, la va a prendere a casa, suona al campanello e per convincere sua figlia a scendere e abbandonare ciò che sta facendo (cosa non semplice) le dice che è successo qualcosa….

A quel punto lei scende, sale in macchina e insieme vanno verso il porto. Insieme salgono in barca, tirano su le vele, fanno 2 ore di vento e di silenzio.

Crepet termina scrivendo: ” Tra cinquant’ anni quando chiederanno a quella donna chi era suo padre lei risponderà: uno che mi ha rapito. Non uno che mi ha lasciato un garage. Uno che mi ha rapito e mi ha insegnato a rapire. A rapire i figli, a rapire un amore, a rapire un tramonto, a rapire la vita. Questo è il nostro compito. “

Ci sono tanti modi per rapire un figlio, trova il tuo e lascerai un’impronta indelebile sul suo cammino.

Da padre assente a padre presente a piccoli passi

Spero che tu ti sia reso conto di quanto sia importante la tua presenza nella crescita di tuo figlio. Spesso lo scoglio più difficile da superare per un padre è quello di entrare in contatto con le sue emozioni, perché inevitabilmente un figlio ti porta a smuovere ciò che hai dentro e che negli ultimi anni è stato trascurato.

Il bello di essere un padre o una madre è che mentre pensi di crescere tuo figlio, in realtà è lui che sta aiutando te a crescere.

Oggi non tutti i genitori sono disposti a cambiare approccio educativo con i propri figli perché ti devi mettere in gioco, togliere di mezzo il vecchio e abbracciare il nuovo. Serve coraggio per fare questo, ma sono certa che ora sai quanto ne vale la pena.

Per questo se vuoi fare i tuoi primi passi e costruire una relazione speciale con tuo figlio, iscriviti subito e scarica la guida ESSERE PADRE OGGI.

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